Moda sostenibile: la collezione della designer Bethany Williams è firmata in colalborazione con Mending for Good

Bethany Williams designer di moda sostenibile che tra i premi più recenti può vantare il BFC / Vogue Designer Fashion Fund, per la sua ultima collezione ha deciso di collaborare con Mending for Good per la ricerca e lo sviluppo prodotto di capi 100% lana, prodotta interamente a mano. 

Mending for Good nasce da un’idea di Barbara Guarducci e Saskia Terzani, cui si è aggiunta Alessandra Favalli, decise a fornire soluzioni creative ed etiche ai brand del lusso. Il concetto di “rammendo” vuole ispirare l'idea di riparare un sistema, prendendo in considerazione la responsabilità ambientale e sociale, rispettando il nostro pianeta e le persone dietro ai prodotti, attraverso progetti originali, dove il mondo della moda dialoga con quello degli artigiani delle cooperative sociali che forniscono lavoro a persone in difficoltà. Grazie a un network capillare di partner, Mending for Good offre consulenza creativa e di marketing, sales advising e supporto tecnico creativo per attuare la moda circolare e attivare circoli virtuosi.

Così con Bethany Williams la collaborazione si è stretta con  The Magpie Project, una onlus che supporta donne e bambini senza fissa dimora o in grave difficoltà. Il progetto Magpie lavora per evitare che il trauma di vivere in situazioni d’insicurezza e alloggi temporanei non pregiudichi lo sviluppo futuro dei bambini che vivono questa situazione. L’illustratrice, Melissa Kitty Jarman, ha tenuto workshop di narrativa con le famiglie della Magpie ed ispirata dalle storie tramandate dalle varie tradizioni, ha illustrato i magici racconti che le famiglie hanno condiviso.

Come da visione artistica di Bethany la collezione é stata prodotta da scarti di produzione tessile. Disegnata col contributo della designer e tecnica di maglieria, Alice Morell Evans, i capi utilizzano teli di maglieria provenienti dalla Manifattura Sesia, lavorati ad uncinetto assieme a lane certificata sempre di Sesia. Ogni anno la campionatura stagionale diventa surplus produttivo. Per utilizzare questo scarto, Bethany e la fondatrice di Mending For Good, Barbara Guarducci, hanno sviluppato una collaborazione con Manifatture Sesia ed il suo team per il reperimento e riutilizzo dei campio- nari.

Mending for Good, che firma un vero e proprio Manifesto per una Moda Onesta che valorizza principi come la trasparenza, la gentilezza, la cura e la dignità, ha aiutato Bethany Williams a selezionare filati di alta qualità da aziende italiane e a produrre i capi che è stata coordinata da Barbara Guarducci e realizzata da una delle cooperative del network, Manusa. La produzione della collezione di Bethany Williams é il risultato dell’impiego di varie ed elaborate tecniche: lavoro ai ferri, uncinetto, patchwork e intarsio.

“Mending for Good è un progetto nato per dare soluzioni tecniche e creative all’eccesso di produ- zione e rimanenze del settore moda – spiega Barbara Guarducci – Lavoriamo con un approccio design driven basato sull’artigianato tessile ed è per questo che adoriamo lavorare con Bethany Williams, perché vede nello scarto una materia prima su cui costruire una bellissima storia fatta a mano. Bethany ha immediatamente compreso il nostro valore aggiunto, visto che il suo lavoro promuove con forza la creazione di una comunità visibile lungo tutta la filiera di produzione”.

Bethany Williams aggiunge: “La conoscenza, la competenza e la cura che Mending for Good ha portato a questa collaborazione è stata incredibile. É stata una gioia lavorare con un'organizzazione che condivide la stessa visione e gli stessi valori nel voler promuovere il lavoro presso le cooperative sociali e dare allo scarto tessile una nuova vita”.

Un'altra collaborazione eccellente di Mending for Good è con il London College of Fashion per il progetto Making for Change: Poplar Works che alla valorizzazione delle risorse materiche e all'upcycling, oltre che alla minimizzazione degli sprechi tessili aggiunge un importante sostegno sociale a carcerate e donne fragili attraverso lo sviluppo di capacità e potenzialità artigianali dedicate alla moda.